BERNARDI IMPIANTI International Spa
 
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MET: MULTI ECOLOGICAL TOWER

Gli impianti per la produzione dì conglomerati bituminosi attuali, pur rispondendo alle esigenze dei produttori di asfalto sia per capacità produttiva sia per qualità di prodotto, presentano ancora possibilità di miglioramento soprattutto per quanto riguarda i campi della riduzione dei consumi e dell'ecologia, la resistenza all'usura e la semplificazione degli interventi manutentori.
La Bernardi Impianti International SpA si è proposta questo obiettivo presentando sul mercato il nuovo impianto MET (Multi Ecological Tower).
L'innovazione, presentata al SAMOTER 2005 (Verona, 4 - 8 Maggio 2005), riguarda sostanzialmente la torre degli impianti fissi di tipo discontinuo.
Si tratta di un nuovo e diverso metodo di insilaggio e di dosatura degli aggregati caldi, applicabile - con i medesimi vantaggi - sia nel caso in cui l'impianto sia munito di vaglio riclassificatore sia che non ne sia attrezzato.
Le novità inserite nel MET contengono alcune applicazioni che, integrate in un complesso ampiamente sperimentato, permettono di risolvere problemi che ad oggi non avevano trovato risposte soddisfacenti. La novità della soluzione costruttiva è piuttosto semplice: consiste nell'avere modificato la forma al silo degli inerti caldi provenienti dall'essiccatore; la tradizionale tramoggia (più o meno grande) divisa in più settori, è stata sostituita da elementi cilindrici, ciascuno dei quali dedicato a una singola granulometria. Occorre anche dire che, per ognuno dei sili, uno degli appoggi è costituito da una cella di carico; i sili e le tramogge di pesatura costituiscono un assieme racchiuso in pannelli coibenti che lo rendono isolato e stagno verso l'ambiente esterno. Come si può notare, l'innovazione non presenta caratteri straordinari ma permette di risolvere alcune importanti questioni. Una di queste riguarda la portata dei predosatori e la possibilità della loro regolazione in retroazione. In precedenza, gli indicatori di livello utilizzati allo scopo per molteplici ragioni e cause, su cui non ci dilungheremo, non offrivano sufficiente garanzia e costanza di segnale. Per questo motivo non era raro il caso che parte del materiale già trattato nell'essiccatore fosse avviato a rifiuto.
Al contrario, la cella di carico applicata in corrispondenza di uno degli appoggi di ciascun silo del MET non potrà certamente offrire il peso esatto del materiale contenuto ma darà un segnale lineare e costante corrispondente al livello contenuto.
In tal modo la velocità di estrazione dei predosatori sarà comandata mediante il software dell'impianto in base alla velocità di utilizzo.
Occorre far presente che il metodo MET è applicabile sia ai piccoli impianti (come quelli di basso tonnellaggio) sia agli "hot stock". In entrambi i casi, e in tutti quelli intermedi, al dì là delle dimensioni dei silos e della struttura di sostegno, l'unica differenza sarà lo spessore dei pannelli isolanti. Tutti i vantaggi descritti accomunano impianti di piccole, medie e grandi dimensioni: sono quindi riscontrabili a prescindere dalla grandezza e dalla presenza o meno del vaglio riclassificatore e dello stoccaggio del prodotto finito. Si potranno quindi avere impianti con un grande deposito di materiale caldo sopra un mescolatore di grande capacità e senza sili di stoccaggio del prodotto finito oppure piccoli sili sopra un mescolatore con conseguente avvio ai sili di deposito dell'asfalto e ancora la combinazione tra le varie possibilità.

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